Home | Sistema Naturale lungo corto, lezioni e dispense. | Introduzione

Cenni di regolamento.



Cenni di regolamento

le procedure nei casi più frequenti

(by Alessandro Croci)


Licita insufficiente

Quando un giocatore effettua una dichiarazione di livello insufficiente (ad esempio 2 fiori dopo 2 picche di un altro giocatore), può correggere la dichiarazione portandola al livello sufficiente (3 fiori) e tutto continua senza alcuna penalità per nessuno. Non può correggersi dicendo contro (o surcontro). Se invece decide di dire passo o di fare un'altra dichiarazione, il suo compagno sarà obbligato a dire sempre passo. Il colpevole tuttavia, se gli avversari proseguono nella dichiarazione, può ancora dichiarare nei giri successivi, fino a che gli avversari terranno viva la dichiarazione.

Passo iniziale fuori turno

Se un giocatore dichiara Passo per primo, quando non spettava a lui iniziare la dichiarazione, la sua dichiarazione viene annullata e la parola torna a chi di dovere. Se tutti dicono passo e la parola torna a lui, tutto procede senza alcuna penalità (naturalmente egli confermerà il suo passo). Se qualcuno apre prima di lui, compreso il suo compagno, egli sarà obbligato a dire passo, per il primo turno licitativo. Ma se la licita prosegue, egli potrà rientrare in gioco senza alcuna penalità.

Apertura iniziale fuori turno

Se un giocatore apre la dichiarazione, nonostante che non toccasse a lui il turno licitativo, occorre distinguere 2 casi:

1) la prima dichiarazione spettava al suo avversario di destra:

Se costui passa, il colpevole riconferma la sua dichiarazione di apertura e tutto procede regolarmente senza alcuna penalità.

Se costui dichiara qualcosa, il colpevole può riconfermare la sua dichiarazione, e, se necessario, adeguarla a livello sufficiente, senza cambiarne la tipologia (denominazione) e, come penalità, il suo compagno dovrà passare per un solo turno. Il colpevole può anche cambiare la sua dichiarazione, scegliendone una diversa, compreso il passo ed il contro, ma, in questo caso, il suo compagno sarà obbligato a passare sempre.

2) la prima dichiarazione spettava all’avversario di sinistra od al compagno:

In questo caso la penalità è più pesante, visto che il compagno del colpevole sarà obbligato a dire sempre passo.

 

Carta penalizzata

Quando una carta di un giocatore (controgiocante) viene penalizzata dal Direttore, la stessa deve essere lasciata sul tavolo in bella vista ed il giocatore colpevole dovrà utilizzarla alla prima occasione valida. Quindi, se entra in presa, dovrà giocarla obbligatoriamente. Se quel colore viene mosso da qualcuno, egli dovrà giocare quella e solo quella. Alla prima occasione di scarto, che gli si presenterà, dovrà scartarla, anche se si tratta di un Asso.

I casi più frequenti di carte penalizzate sono costituiti dagli attacchi fuori turno, rinvii fuori turno, e carte mostrate nel tentativo di commettere una renonce, che è poi stata immediatamente corretta, prima di essere definitivamente consumata.

Il dichiarante, ed anche il suo morto, non possono avere carte penalizzate. Se il dichiarante gioca di mano una carta e gli avversari gli fanno notare che deve giocare dal morto, egli ritira la carta mostrata per errore e non incorre in alcuna penalità. Lo stesso vale per una carta del dichiarante che costituisce una renonce, ma viene immediatamente corretta dallo stesso, prima che la renonce sia consumata.

Attacco fuori turno

Quando uno dei due controgiocanti attacca con la prima carta nonostante l'attacco spettasse al compagno, il titolare dei contratto deve, senza consultarsi con il proprio compagno, scegliere una delle seguenti 5 opzioni:

  1. decidere di diventare il morto, depositare le carte sul tavolo e far giocare il compagno, che invece avrebbe dovuto fare il morto, accettando l’attacco fuori turno e salvando gli avversari da ogni sorta di penalità.

  2. decidere di giocare lo stesso la mano, accettando l’attacco fuori turno, anche se esso proviene, in maniera del tutto anomala, da destra invece che da sinistra. Anche in questo caso gli avversari non subiscono penalità alcuna.

  3. rifiutare l’attacco fuori turno e lasciare libero l’altro avversario di attaccare dove gli pare. In questo caso la carta mostrata deve rimanere sul tavolo ed è ufficialmente “carta penalizzata”, (da giocarsi alla prima occasione valida).

  4. vietare al compagno del colpevole di attaccare in quel colore; obbligo che rimane in vigore fino a che costui rimarrà in presa. In questo caso la carta mostrata viene ritirata e non è assolutamente penalizzata, nonostante sia stata vista da tutti.

  5. obbligare il compagno del colpevole ad attaccare proprio in quel colore. Anche in questo caso la carta mostrata non è penalizzata, viene ritirata e giocata, dal colpevole, quando questi ne avrà voglia.

 

Rinvio fuori turno di un difensore

Se, durante il gioco, con il morto già scoperto, uno dei due controgíocanti rinvia con una carta, nonostante il rinvio spettasse al compagno, il dichiarante sceglie fra le opzioni numero 3, 4 e 5 del paragrafo precedente. Se, e solo se, sceglie l'opzione numero 3, la carta mostrata per errore diventa carta penalizzata.

Giocata fuori turno del dichiarante o del morto

Si ribadisce il concetto che al dichiarante non può essere mai penalizzata alcuna carta. Se, durante il gioco, egli parte dal morto, essendo in mano, o, viceversa, mostra una carta della mano, quando doveva invece muovere dal morto, gli avversari possono fargli notare l'errore e costringerlo a ritirare la carta e partire dalla parte giusta, ma questo non comporta nessun obbligo e nessuna penalità. Se invece l'avversario che segue, non essendosi accorto dell'errore, gioca la sua carta, la giocata viene ufficializzata, anche se è partita dalla parte sbagliata, e tutto prosegue come se niente fosse.

 

Renonce

Se il dichiarante, o uno dei controgiocanti, avendo da rispondere in un colore, gioca invece una carta di un altro colore, commette una renonce. Se il colpevole si accorge dell'errore prima che sia iniziato il giro successivo può, correggere la renonce, ma la carta mostrata per errore diventa, solo nel caso che il colpevole sia un difensore, carta penalizzata. Il dichiarante, viceversa, può ritirarla senza penalità alcuna. Se è già iniziato il giro successivo, la renonce si considera "consumata", cioè effettivamente perpetrata e quindi penalizzabile. Una renonce è consumata anche quando a farla notare subito è il compagno del controgiocante colpevole, o il morto che la fa notare al suo compagno dichiarante.

Quando la renonce è consumata, il gioco deve proseguire regolarmente nonostante l'infrazione palese, ed, a fine mano, a risultato acquisito, la linea colpevole dovrà trasferire al nemico 1 o 2 prese, a seconda dei casi, fra quelle che ha realizzato dal momento della renonce compresa in poi. Se nel giro della renonce, ed in quelli successivi, la linea colpevole non ha realizzato prese, allora non deve subire alcuna penalità.

Se ne ha totalizzata una, allora dovrà trasferire quell'unica presa realizzata.

Viceversa, se le prese realizzate in seguito (renonce compresa) sono almeno 2, allora si applica la seguente regola:

1) se proprio per via della renonce la linea colpevole ha fatto presa, quando non doveva, allora deve trasferire 2 prese;

2) se nel giro della renonce la linea colpevole non ha fatto presa ma, proprio grazie al fatto di aver fatto renonce, è stata realizzata in seguito una presa insperata, allora si devono trasferire ancora 2 prese;

3) se la renonce non ha fatto presa e non ha influito sulle prese successive, allora la penalità è di una sola presa trasferita.

Se la renonce avviene nel corso degli ultimi 2 giri, allora deve essere obbligatoriamente corretta, cioè aggiustata, e non ci sono penalita’.

Correzione immediata di una cartellino o di una carta giocata

Se un giocatore, durante la dichiarazione, estrae un cartellino licitativo, ma si accorge immediatamente dell'errore e lo cambia con una rapidità tale da far chiaramente capire che il suo non è un cambiamento basato su di un nuovo ragionamento, ma solo causato un lapsus di distrazione o da un errore nella presa meccanica dei cartellini stessi, allora il cambiamento è consentito e non c'è alcuna penalità. La regola vale anche se si dichiara a voce.

La stessa regola si applica anche in caso di carta giocata e subito ritirata, senza pause per pensare, essendo solo stata estratta male o caduta. Tuttavia se il suddetto incidente succede ad un controgiocante, la carta rimane penalizzata.

La regola vale anche per il giocante che designa a voce una carta del morto, ma si corregge immediatamente. Anche in questo caso non c'è alcuna penalità.

Si ricorda che le suddette correzioni devono essere immediate. Se il colpevole si concede anche solo qualche decimo di secondo per pensare, al punto da far nascere il dubbio che abbia fatto in tempo a ragionare e cambiare idea, allora le suddette correzioni non sono più consentite.

Esitazione prima di una dichiarazione

Durante il ciclo licitativo ogni giocatore ha pieno diritto di riflettere a lungo prima di decidere la propria dichiarazione, anche se poi opta per un semplice passo. Il fatto di per sé non costituisce infrazione alcuna. Tuttavia, poiché è evidente che la sua esitazione può far trasparire delle problematiche licitative di vario tipo, che verranno inesorabilmente colte, oltre che dagli avversari, anche dal suo compagno, il regolamento impone a quest’ultimo di comportarsi in maniera assolutamente onesta, come se non avesse neanche notato l’esitazione del compagno. Egli deve, pertanto, dichiarare quello che avrebbe comunque dichiarato, con o senza esitazione.

Se, viceversa, il compagno tenta di interpretare la palese incertezza del suo partner, al punto da operare una scelta licitativa non conforme alla tipologia delle sue 13 carte, egli infrange il regolamento ed il Direttore può annullare la sua dichiarazione o assegnare un punteggio arbitrale alla mano giocata. In sostanza è vietato lasciarsi influenzare dalle esitazioni del compagno.

Gli avversari non hanno diritto di considerare infrazione una lunga pensata. Hanno invece diritto di tutelarsi dalla possibile infrazione del partner di chi ha pensato. Il comportamento consigliato, a fronte di una lunga riflessione, consiste nel far notare subito agli avversari, ma con serenità e cordialità, la prolungata riflessione di uno di loro, preannunciando agli stessi la volontà di fare riserva sulle dichiarazioni future del suo compagno. Se gli avversari accettano lealmente la realtà dei fatti, non è neanche necessario chiamare il Direttore. A fine mano, la coppia che ha fatto riserva, potrà controllare con calma le carte del compagno e verificare la sua piena onestà.

Se, invece, ci sarà motivo di ritenere che le sue successive dichiarazioni sono state influenzate dalla lunga riflessione, allora è inevitabile sottoporre immediatamente il caso al giudizio del Direttore, rimettendosi alla sua decisione inappellabile.

Esitazione prima di una giocata

Ogni giocatore, sia esso il dichiarante, o sia esso un difensore, durante il gioco della carta, ha pieno diritto di fermarsi a riflettere, anche a lungo, prima di decidere quale carta giocare in quel preciso momento. Tuttavia l’etica del gioco impone che si possa pensare solo se sussiste qualche motivo per pensare. E’ considerata infrazione gravissima, e pesantemente punita dal Codice, il fermarsi a riflettere, anche per pochi secondi, quando non c’è alcun motivo per pensare, manifestando così la precisa volontà di fuorviare l’avversario, facendogli credere di avere interessanti scelta da fare, quando, invece, tutto ciò è assolutamente falso. Un simile comportamento è fortemente antisportivo, sleale e contrario all’etica del gioco.

L’esempio più comune è costituito da colui che finge di pensare, pur avendo una sola carta nel seme che è stato giocato in questa presa. Ma la gravità del fatto non diminuisce se, pur avendo più di una carta da fornire, le stesse sono, fra di loro, assolutamente equivalenti (tutte cartine del tutto irrilevanti, Asso e Re secchi o altre situazioni scontate).

L’avversario che subisce una tale infrazione ha diritto a chiedere l’intervento del Direttore, il quale provvederà a risarcirlo immediatamente per quanto riguarda le eventuali prese perse, ma anche a prendere provvedimenti disciplinari nei confronti del colpevole.

Per fortuna, nella maggioranza dei casi, il presunto colpevole si è fermato qualche istante non per precisa volontà di danneggiare l’avversario, ma semplicemente perché distratto da qualche fattore esterno o proprio pensiero, che nulla avevano a che vedere con la giocata in corso. In questi casi, non appena costui si sveglierà dal momentaneo torpore, potrà facilmente risolvere la situazione pronunciando una qualsiasi frase di rito, che avvisi l’avversario che l’esitazione era del tutto casuale, non inerente al gioco, e non degna di essere tenuta in conto. Per esempio :”Scusate, ero distratto!”. La sua buona fede sarà più che dimostrata e nessun danno verrà arrecato alla regolarità del gioco stesso.

Errato imbussolamento

Quando un tavolo si accorge di aver giocato una mano con le carte imbussolate in maniera diversa da quanto non sia indicato sul digramma dello score, deve segnalare il fatto al Direttore, il quale, nei limiti del possibile, e senza ritardare eccessivamente la prosecuzione del torneo, tenterà di accertare se il diagramma era semplicemente scritto male, o se le carte sono state colpevolmente spostate da un tavolo precedente. Se era stato scritto male il diagramma, egli lo corregge e può riservarsi di assegnare una penalità del 10% del top alla coppia N-S che doveva scriverlo correttamente all’inizio della sessione.

Se le carte sono state effettivamente spostate dai giocatori del tavolo precedente, il Direttore le rimette a posto, assegna una penalità del 20% del top ad entrambe le coppie colpevoli (anche gli E-O) ed annulla il risultato ottenuto all’ultimo tavolo, assegnando un punteggio pari al 60% del top alle 2 coppie innocenti. Questo anche se l’errato imbussolamento è costituito da una semplice rotazione di 180° (mezzo giro = Nord in Sud ed Est in Ovest). Questo perché la dichiarazione verrebbe comunque iniziata da una persona diversa, e costui, anche con un semplice passo, darebbe un tono completamente diverso al ciclo licitativo.

Se il Direttore riesce a stabilire che le carte sono state imbussolate male non al tavolo precedente, ma ad un tavolo ancora più indietro, allora potrebbe decidere di annullare anche tutti i risultati ottenuti ai tavoli con le carte ormai spostate, o di convalidarli tutti, annullando quelli dei primi tavoli, se questi ultimi sono in numero superiore agli altri. In ogni caso, le coppie che non hanno prontamente segnalato l’errato imbussolamento sono passibili di una penalità del 10% del top.

 

Errata spiegazione del significato di una dichiarazione

Durante il ciclo licitativo, quando un giocatore produce una dichiarazione che presuppone significati non prettamente “naturali”, ma squisitamente convenzionali, il suo compagno deve immediatamente esporre il cartellino dell’”alert”. Così facendo si avvisano gli avversari che quella licita nasconde informazioni precise, non contemplate dal “naturale classico”. Ognuno di loro, al proprio turno licitativo, o prima di selezionare la carta d’attacco, potrà chiedere spiegazioni su quella dichiarazione allertata. Il compagno di chi l’aveva prodotta dovrà spiegarne i significati nella maniera più chiara e completa possibile.

Se, alla vista delle carte del morto, o alla fine della giocata, si dovesse scoprire che le spiegazioni non erano conformi alla realtà delle carte, conviene chiedere subito l’intervento del Direttore. Solo costui, infatti, con la sua esperienza e conoscenza del regolamento, potrà valutare se si è prodotto un reale danneggiamento, a causa delle errate spiegazioni, o se la cosa si è poi dimostrata del tutto irrilevante. Nel primo caso, ovviamente, il Direttore provvederà a risarcire adeguatamente la coppia innocente, cambiando il risultato della mano.

Errato conteggio delle prese

Se una coppia si accorge di aver concordato, con gli avversari, un numero di prese inferiore a quante realmente ne aveva conseguite al tavolo, ha la possibilità di segnalare il fatto al Direttore del torneo, purché lo faccia prima della fine della sessione in corso, cioè prima della fine del primo tempo, del secondo tempo, o del turno unico. Il Direttore chiederà conferma alla coppia avversaria circa la verità dei fatti. Se la coppia avversaria conferma, il risultato verrà adeguato alla realtà. Se gli avversari, viceversa, non accettano la versione proposta, il Direttore proporrà la ricostruzione della mano, ma la correzione del risultato sarà possibile solo dopo il completo e sereno convincimento degli avversari.